Chi ha fatto quella piscina?

Una questione di stile

Viaggio alla scoperta di materiali e soluzioni che hanno dato vita a piscine tradizionali, orientaleggianti o metropolitane. Perché avere una piscina non basta più per far parte di un’élite: serve soprattutto avere stile.

E come tutti gli ambienti legati profondamente alla personalità dei proprietari, ogni piscina si arricchisce di dettagli e forme che di volta in volta la rendono minimale, tradizionale, futuristica. Proviamo a sgomberare il campo da tutto ciò che è demodé e focalizziamo la nostra attenzione sugli ultimi trend, legati sia alla lungimiranza ed al gusto di qualche architetto illuminato che, ahinoi, allo scarso senso del limite di qualche celebrità d’Oltreoceano.

 

Il caldo tocco del legno

Partiamo da Oriente e da quei paradisi terrestri che si concentrano in Polinesia e Indonesia, habitat ideali di resort extra lusso, spesso ben inseriti nella natura circostante. In quelle strutture si trovano piscine dalle forme classiche ma dai materiali caldi e prestigiosi. Su tutti il legno, solitamente in essenze speciali ed in listoni di massello con superficie antiscivolo: una soluzione che, oltre ad essere estremamente elegante, richiede una manutenzione tutto sommato ordinaria. La continua esposizione agli agenti atmosferici infatti non causa fenomeni di avvallamento o usura, solo quella tipica mutazione di colore che porta il legno ad assumere una tonalità grigiastra; con un salutare “trattamento di bellezza” l’essenza assumerà di nuovo il suo colore originale.

E se dal tipico stile orientale vengono mutuati soprattutto i toni scuri – che ben contrastano con il lino chiaro spesso adottato per tende e arredi – il decking che guarda al Grande Nord, verso le piscine termali islandesi o scandinave, ha toni molto più chiari e spesso è realizzato in rovere o in merbau, un’essenza asiatica giallo ocra che col tempo tende ad assumere tonalità rossastre.

 

Tradizione e contemporaneità, cotto e gres

Ma il legno è solo una delle possibili soluzioni. La nostra tradizione, specialmente quella toscana, ha contribuito all’affermazione di materiali che ormai fanno parte dell’immaginario comune. Su tutti il cotto, nelle sue diverse versioni: classico, anticato, smaltato. Gli esempi in questo caso si sprecano, basta attraversare il Chianti e fermarsi in qualcuno degli agriturismi che costellano quest’angolo di Toscana. Un materiale con un legame misterioso col tempo, che riesce meglio di tanti altri a trasmettere la sensazione della storia e delle storie di un luogo. I vantaggi di una soluzione di questo tipo, specialmente quando si costruisce in campagna, sono evidenti: oltre a creare un ambiente caldo e radicato nella tradizione architettonica, il cotto smorza quella sorta di eccessiva pulizia – delle linee e dei materiali – che talvolta caratterizza il bordo vasca e che stride con l’atmosfera degli interventi di ristrutturazione condotti in cascine e fienili.

Poi c’è il gres porcellanato, con le sue mille applicazioni. Perfetto sia per un contesto metropolitano che per una villa di campagna, il gres ha il grande vantaggio di offrire una tavolozza cromatica pressoché infinita, a fronte di una notevole resistenza all’usura e agli agenti atmosferici. I primi esempi che vengono in mente sono soprattutto le grandi ville californiane, spesso caratterizzate dalla presenza di lastre di gres che contornano le piscine a sfioro. Oggi anche da noi qualcosa si è mosso e ormai il bordo piscina diventa l’occasione giusta per portare un’ulteriore ventata di cosmopolitismo nella nostra architettura. Il gres offre la grande possibilità di ricreare un ambiente in cui l’esterno e l’interno della piscina non presentano soluzioni di continuità, tanto che zona giorno, resede e vasca possono diventare davvero un tutt’uno, e la piscina apparire quasi scavata nella ceramica.

 

Un tuffo nel mosaico

E fin qui ci siamo limitati a passeggiare intorno alla piscina. Una volta entrati in acqua però la musica non cambia, e le soluzioni a disposizione sono davvero infinite, anche se è possibile individuare delle tendenze ben precise. Una su tutte: il mosaico.

Ora il mercato offre prodotti talmente versatili e prestigiosi da aprire una serie incredibile di opportunità. Basta osservare una manciata di tessere, specialmente in vetro, per capire quante porte possano spalancarsi a progettisti ed architetti. Di volta in volta si potranno creare sfarzose pavimentazioni arabeggianti, in puro stile Dubai, oppure giocare con la brillantezza delle superfici vetrose del prodotto e con il tono su tono, in modo da accompagnare i riflessi della luce sull’acqua.

Giocando con materiali complementari, gli effetti possono avere dell’incredibile. Basti pensare ai tasselli di marmo, usati come rivestimenti esterni e del bordo piscina, che contrastano con il turchese tipico dell’interno vasca. Un effetto ancora più evidente con piscine a sfioro quando nessun bordo arrotondato arriva a interrompere la continuità del rivestimento.

 

Vista, tatto, udito … un risveglio olistico dei sensi, che saranno stimolati dalla meraviglia di queste piscine!