Il futuro è a Cupertino: ecco il nuovo HQ Apple!

Un segno per le generazioni future

Una navicella spaziale atterrata sulla terra: così Steve Jobs immaginava il nuovo headquarter di Apple a Cupertino, quando nel 2009 chiamò Norman Foster e la Foster +Partners Architects per affidargli lo studio del progetto.
Senza sapere, o forse presentendo, che di lì a poco sarebbe venuto a mancare, nella sua ultima apparizione pubblica nel 2011 presentò il progetto come testamento di una vita dedicata a precorrere il futuro: I want to leave a signature campus that expresses the values of the company for generations (“Io voglio lasciare il segno con un campus che esprima i valori della compagnia per generazioni”).

 

Steve Jobs: manager visionario o archistar?

Vestendo per una volta i panni dell’architetto e non solo quelli del manager visionario e futurista, Steve Jobs ha supervisionato direttamente il design dell’edificio, collaborando in prima persona con Sir Norman Foster che richiama alla memoria la genesi della collaborazione con queste parole: “Uno dei più memorabili e forse vitali aspetti del progetto è stato sentire Steve dire: «Non pensarmi come un cliente, pensami come uno del tuo team!»

Lo Spaceship Campus è infatti profondamente Apple-centrico: struttura altamente sofisticata che rappresenta lo spirito di innovazione dell’azienda e che si trasforma contemporaneamente in un potente strumento di marketing. Lo stesso Steve Jobs ha sottolineato che l’edificio sarebbe stato costruito dall’inizio alla fine per comunicare il messaggio del brand attraverso una stupefacente architettura: “É un edificio veramente sorprendente, come una navicella atterrata. É un circolo. É curvo da tutte le parti. Se costruisci edifici, questa non è certamente la strada più economica. Non c’è un unico pezzo di vetro dritto in questo edificio. Abbiamo sfruttato la nostra esperienza nel creare negozi in tutto il mondo e ora sappiamo come creare i più grandi pezzi di vetro al mondo ad uso architettonico. Facciamo curvare il vetro tutto intorno all’edificio … è veramente cool!

 

Campus 2: un’enorme astronave futurista

Crescendo, per ironia della sorte, su terreni già di proprietà di HP e Compaq, al momento della sua conclusione (prevista per il 2015) il progetto avrà trasformato completamente l’aspetto di un’area consistente della città di Cupertino.

La madre di tutto, l’astronave soprannominata Campus 2 (di cui a lato potrete ammirare rendering e modellini in scala), consisterà a fine lavori in un enorme circolo di più di un chilometro e mezzo di circonferenza, la cui struttura sarà ricoperta da 715 mila m² di vetro, su quattro piani, per una superficie complessiva di 258 mila m²: una circonferenza tanto grande da essere in grado di contenere al suo interno perfino il Pentagono!

Questi “piccoli” dati porteranno lo Spaceship Campus a diventare uno dei più grandi edifici adibito ad uffici al mondo: potrà ospitare più di tredicimila dipendenti, tutta la materia grigia di Apple, quella che, per intenderci, ha creato icone quali Mac, iPod, iPhone …

La navicella spaziale sarà un’attrazione di per sé e, proprio come i prodotti Apple, dovrebbe essere morbida ed arrotondata come un uovo (ve li ricordate i vecchi iMac G3?): la scelta di sfruttare linee curve, sottolineano dall’azienda, è propedeutica alla collaborazione fra i dipendenti. I bordi esterni ed interni saranno lasciati infatti aperti , permettendo ai dipendenti di camminare senza ostacoli lungo tutto l’anello: “Abbiamo scoperto che rettangoli o quadrati o lunghi edifici o edifici con più di quattro strutture inibirebbero la collaborazione, così dicono i manager di Apple coinvolti nel progetto. Una posizione sicuramente interessante!

 

Dentro e fuori, la Natura!

Sicuramente Spaceship Campus risulterà uno dei più grandi progetti ambientalmente sostenibili al mondo, una sfida che, come tutte le altre, ha contraddistinto i passi e le azioni di Steve Jobs.

Scopo dichiarato da parte di architetti e progettisti è quello di fornire tutta l’energia necessaria all’edificio attraverso fonti rinnovabili ed avanzati accorgimenti di progettazione: sistemi di fuell-cells indipendenti ed autonomi che immagazzinano l’energia proveniente da enormi impianti fotovoltaici posizionati sull’intera copertura, impianti di ventilazione naturale e sistemi di condizionamento radianti che permettono all’edificio di non avere bisogno di impianti di aria condizionata per circa il 70% dell’anno, mura in vetro che immergono gli spazi interni di luce naturale.

Sicuramente l’edificio, per come si prospetta, offrirà un sereno ambiente di lavoro.

Ma la parte più green di tutto il progetto non sarà l’edificio stesso, bensì tutto l’ambiente circostante: dai rendering e modellini presentati possiamo infatti intuire che ciò che dovrebbe essere un grande campus di lavoro, è in realtà e più profondamente un bellissimo ed immenso parco.
Apple ha coinvolto lo studio Olin e professori di agronomia dell’Università di Stanford per la sua progettazione, perché creassero un ambiente pieno di alberi e piante, rilassante e produttivo per la mente.

Alberi di melo (non potrebbero mancare), ciliegio, susine, albicocchi, cachi sollazzeranno i dipendenti che potranno gustare i loro frutti nei momenti di pausa caffé o al termine della giornata.
Un fitto perimetro di alberi circonderà tutta l’area, proteggendola dal mondo esterno e creando un’oasi di pace naturale unica nel suo genere per un ambiente di lavoro.

Ad oggi l’area su cui sorgerà il nuovo headquarter Apple è occupata all’80% da edifici: ebbene, al termine dei lavori, nel 2015, l’80% dell’area sarà occupata da prati e alberi, che passeranno da 4.500 a circa 7.000!

 

“Abbiamo usato la stessa cura e la stessa meticolosa attenzione ai dettagli che mettiamo in ogni prodotto Apple.”

Se Steve Jobs ha voluto stupirci ancora una, l’ultima, volta con la sua genialità, ha centrato il segno e siamo certi che per molti anni sentiremo parlare di lui!