Rio 2016: trasformazione urbana all’ombra dei Giochi

Brasile: uno sviluppo ininterrotto

Il futuro, per il Brasile, a quanto pare sta arrivando: risultato di quindici anni di stabilità economica e politica, il gigante dell’America Latina appare come un’isola in pieno sviluppo economico.

La possibilità di ospitare due dei più grandi eventi sportivi del mondo, Mondiali nel 2014 ed Olimpiadi nel 2016, ha posto il Brasile sotto le luci della ribalta e sta accelerando un processo di sviluppo e trasformazione urbanistica che sembra non subire interruzioni.

 

Rio de Janeiro, città di onde e di sport

Per una città come Rio de Janeiro, così legata al mare che la modella e la rende unica, le Olimpiadi del 2016 significano innanzitutto ripensare al rapporto che gli spazi urbani allacciano con le onde che modellano le sue spiagge, all’apertura verso l’infinito terrestre rappresentato dagli spazi immensi del mare.

Il progetto del Parco Olimpico, in cui si svolgeranno quindici specialità olimpiche, è legato alla riqualificazione urbana dello storico circuito automobilistico di Barra Tjuca affacciato sul mare, pronto a diventare un nuovo spazio simbolico per tutti i brasiliani.

Lo storico circuito è legato infatti indissolubilmente alla memoria di due grandi eroi sportivi brasiliani, Nelson Piquet ed Ayrton Senna: alle loro imprese si aggiungeranno quelle degli atleti che si esibiranno nelle discipline olimpiche guadagnandosi un pezzo di memoria ed una parte nella storia: questo sperone di roccia continuerà negli anni a simboleggiare lo sport e la sfida a superare i propri limiti.

 

Il Porto Olimpico: nuova vita ad un quartiere degradato

Il cosiddetto Porto Olimpico è un progetto che intende restituire a nuova vita, per tutta la città, uno spazio degradato e abbandonato da anni.

In questa zona portuale, vecchi depositi e antichi palazzi saranno riconvertiti ad uso culturale. Il più simbolico fra tutti sarà sicuramente il Museu do Amanhã (Museo del Domani), progettato dall’architetto spagnolo Santiago Calatrava: il programma di questo nuovo spazio metterà insieme il tradizionale museo di storia naturale con tecnologie d’avanguardia, a partire dallo stesso aspetto esteriore del museo, come una navicella atterrata sulla Terra.

Un progetto che simbolicamente si lega al Museo di Arte Contemporanea a Niteròi, città di fronte a Rio de Janeiro, realizzazione simbolo di uno dei più grandi architetti del XX secolo, Oscar Niemeyer, padre dell’architettura modernista brasiliana ed uno degli artefici della nostra visione del futuro: pensato da Niemeyer come un fiore che sboccia dal suo vaso, in quest’opera l’architetto brasiliano ha tenuto fede ai suoi principi ispiratori nell’architettura: ”Fare architettura è creare bellezza”, diceva.

Molti spunti cardine del MAC si ritrovano anche nel Museu do Amanhã: linee curve e colore bianco, solarità del cielo brasiliano e sensualità di un passo di samba.

 

Architettura sostenibile per un gigante di foreste

Progettare, in Brasile, può essere impresa stimolante ed ardua quando il punto di riferimento è l’immensa, sconfinata e potente natura che immerge il paese.

Una sfida che pone al centro l’esigenza di progettare in maniera sostenibile.

Lo studio di Architettura RAFAA ha accettato la sfida, e pare l’abbia vinta: il progetto Solar City Tower, una cascata alimentata da energia solare, ha partecipato al concorso internazionale di architettura per i Giochi del 2016, presentandosi con due requisiti fondamentali: la bellezza e la sostenibilità.

Per contribuire a far sì che i Giochi Olimpici di Rio nel 2016 siano le prime olimpiadi a emissioni zero, la torre/cascata sarà ricoperta di pannelli solari e l’energia in eccesso prodotta dai pannelli verrà utilizzata per spingere l’acqua del mare in alto sulla torre, per sfruttare poi l’energia della cascata durante la notte, simulando la forza delle risorse della natura.

Perfetta fusione tra architettura e natura, le Olimpiadi 2016 contribuiranno a porre il Brasile come nazione leader nella tutela dell’ambiente, a partire dalla lotta alla deforestazione e dall’impegno per fare dei Giochi Olimpici del 2016 un evento a impatto zero.